lunedì 23 marzo 2009






Giovedì 26 Marzo ore 17:30 Aula A1 Benedettini


Assemblea pubblica:


“ La rete catanese contro il G8 incontra la
cittadinanza in vista del controvertice al
G8 ambiente di Siracusa del 22/24 aprile”










venerdì 20 marzo 2009

La rete catanese aderisce alla manifestazione contro il Muos a Caltagirone


SABATO 21 MARZO ORE MANIFESTAZIONE PUBBLICA
ORE 9:30 CORTEO- CONCENTRAMENTO DAVANTI LICEO SECUSIO


Un accordo siglato tra l’Assessorato Regionale all’Ambiente e al Territorio e gli Stati Uniti d’America ha stabilito la costruzione di un’imponente antenna a Niscemi che fa parte di un sistema sofisticato di comunicazione satellitare di

intelligence militare ad altissima frequenza (UHF). Le antenne satellitari giganti previste sono cinque in tutto il mondo. La localizzazione prevista interessa territori disabitati e desertici quali le Hawaii, Norfolk, Virginia, Geraldton, Australia e infine Niscemi - Caltagirone che di disabitato ha molto poco!
Oltre all’impatto delle forti radiazione emesse e delle accertate ripercussioni sulla salute umana (Tumori vari e leucemie) e sull’ambiente, secondo fonti certe i consumi in gasolio sarebbe altissimi.





Le Grandi Bugie sul MUOS di Niscemi del ministro La Russa



di Antonio Mazzeo



I siciliani possono dormire tranquilli. Sono in buone mani: il ministro della Difesa, Ignazio La Russa , loro conterraneo, giura sul suo onore che il terminal terrestre del sistema satellitare MUOS, in costruzione a Niscemi (Caltanissetta), non è pericoloso per l’uomo e per l’ambiente. Rispondendo ad un’interrogazione parlamentare di sette esponenti del Partito democratico, La Russa ha smentito tutte le ipotesi di rischio ambientale sollevate dal gruppo di opposizione e dal forte e variegato movimento “No MUOS”. Le smentite, però, sono dotate di gambe corte, anzi cortissime, e come un boomerang hanno già travolto la scarsa credibilità dell’esecutivo Berlusconi in tema di politica estera e di difesa.


“Con riferimento alle notizie in base alle quali l’installazione del sistema di telecomunicazioni satellitare avrebbe dovuto... essere realizzata presso la base militare di Sigonella” - esordisce il ministro - si rappresenta che la stazione ricetrasmittente del sistema MUOS è stata localizzata, fin dalla richiesta degli USA, presso il sito telecomunicazioni di Niscemi. Tale sito, a diretto e funzionale servizio della US Naval Station di Sigonella, venne realizzato nel territorio comunale di Niscemi, in prossimità di un’area boschiva, ora protetta, fin dalla costituzione della stessa stazione di Sigonella, avvenuta alla fine degli anni ‘50”. Per il governo, dunque, mai e poi mai si sarebbe parlato di Sigonella quale base per i MUOS, mentre la base di telecomunicazioni per le operazioni dei sottomarini nucleari di Niscemi ha già superato da un pezzo i 50 anni di età.


Sarà opportuno ricordare allo smemorato La Russa un paio di cose. A fare riferimento a Sigonella quale sede del costruendo sistema satellitari UHF (onde ad ultra alta frequenza) fu per la prima volta il capitano Paul Bosco, vicecomandante NAVFAC (Naval Facilities Engineering Command) della marina militare USA. In un documento ufficiale dal titolo “Navy Programs in Europe – A virtual tour of NAVFAC Europe” (I programmi navali in Europa – Un tour virtuale di NAVFAC Europa), datato 15 marzo 2006, Bosco preannunciava che nel 2007 la US Navy avrebbe destinato “tra i 10 e i 15 milioni di dollari” per implementare “a Sigonella lo SPAWAR Mobile User Objective System MUOS”. Nello stesso anno veniva approvato dal Congresso il piano finanziario per l’avvio dell’installazione “a Sigonella” del terminal terrestre MUOS. Il 30 gennaio 2007, in una lettera al Senato degli Stati Uniti, il generale James T. Conway (Comandante supremo del Corpo dei Marines), l’ammiraglio Michael G. Mullen (Comandante in capo della Marina USA) e Donald C. Winter (Segretario generale della US Navy), affermarono la priorità dei “due progetti per le Stazioni terrestri di Controllo terrestre ed Intercettazione del sistema MUOS, una alle Hawaii e l’altra a Sigonella”.


A impedire l’installazione a Sigonella del programma di telecomunicazioni per le Star Wars, furono però le risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne del MUOS, elaborato per conto della Marina Usa da AGI - Analytical Graphics, Inc., importante società con sede a Exton, Pennsylvania, in collaborazione con la Maxim Systems di San Diego, California. Lo studio, denominato “Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model”, è consistito nell’elaborazione di un modello di verifica dei rischi di irradiazione elettromagnetica sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi ospitati nello scalo aeronavale siciliano (“HERO - Hazards of Electromagnetic to Ordnance”).


“Il modello Radhaz Sicilia - si legge sul sito internet dell’AGI - è stato implementato con successo a Sigonella, giocando un ruolo significativo nella decisione di non usare il sito per il terminale terrestre MUOS e di trovare una nuova destinazione”. L’incompatibilità ambientale del sistema satellitare è stata poi suggellata dalla relazione firmata nel 2006 dall’ingegnere Nicholas Gavin di AGI-Maxim Systems. Anche Filippo Gemma, amministratore di Gmspazio Srl di Roma (società che rappresenta in Italia la statunitense AGI), ha confermato l’esito negativo dello studio sull’impatto elettromagnetico. Nel corso di un’intervista a RaiNews 24, trasmessa il 22 novembre 2007 durante lo speciale “Base Usa di Sigonella. Il pericolo annunciato”, Gemma ha dichiarato che “una delle raccomandazioni di AGI era che questo tipo di trasmettitore non dovesse essere installato in prossimità di velivoli dotati di armamento, i cui detonatori potessero essere influenzati dalle emissioni elettromagnetiche del trasmettitore stesso”.


Il ministro La Russa ha poi dimostrato di sconoscere del tutto origini e tipologie delle principali basi USA ospitate in territorio italiano. I lavori per la realizzazione della Stazione di telecomunicazioni di Niscemi, iniziarono infatti a fine 1989, e la base divenne pienamente operativa solo nella primavera del 1991, quarant’anni dopo cioè della data indicata dal ministro. Ad onor di cronaca, nel 1995 il Dipartimento della Difesa USA restituì all’Italia 170 ettari occupati dalla base ma non utilizzati, e due anni più tardi fu istituita la Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi” dove oggi gli USA vogliono installare le potentissime antenne satellitari del MUOS.


Si legge ancora nella risposta del ministro della difesa all’interrogazione del Pd: “Avuto riguardo invece, alle preoccupazioni espresse dalla popolazione locale “per le eventuali conseguenze sulla salute e sull’impatto ambientale” e, più in generale, sull’eventuale pericolosità del progetto in discussione, in applicazione delle procedure bilaterali vigenti in materia di progetti finanziati con fondi statunitensi in Italia – nel 2006, gli USA avevano presentato il progetto in parola per l’approvazione della Difesa, correlato di una relazione illustrativa e di uno specifico studio di impatto ambientale elettromagnetico, sul quale si erano espressi favorevolmente tutti i competenti organi dell’Amministrazione della Difesa e dal quale, testualmente, si evince “..il rischio dell’esposizione del personale... è minimo ed improbabile; ...la distanza di sicurezza dall’emissione elettromagnetica ... sarà imposta mediante l’installazione di una recinzione di sicurezza;… ai sensi del DM 381/98 ... la misurazione dell’inquinamento da radiofrequenze... sarà eseguita appena i sistemi saranno installati e pronti ad operare”. Tranquilli, dunque, a fermare la penetrazione delle microonde ci penseranno le “recinzioni di sicurezza” (!?!), mentre l’inquinamento elettromagnetico sarà misurato solo quando il sistema sarà pienamente funzionante.


La Russa assicura comunque che - sempre a fine lavori - si verificherà “la compatibilità del sistema con le leggi nazionali ed, eventualmente, con le apparecchiature già operanti in sito” (quelle cioè operative dal 1991 e di cui nessuno ha mai monitorato la potenza delle onde emesse).


Il ministro della difesa conclude con un’ultima grossolana bugia: “In merito al livello di realizzazione del progetto, i lavori non sono ancora iniziati”. Come ci è stato confermato per iscritto dai responsabili del “Consorzio Team Muos Niscemi” (il nome prescelto non ammette dubbi di sorta), le rispettive aziende hanno avviato nel maggio 2008 i lavori di “realizzazione di una cabina di media tensione” presso la base USA. Sono poi seguiti quelli per la costruzione “di un’infrastruttura preparatoria all’installazione di 3 antenne satellitari, comprensiva di opere di fondazioni e basamenti speciali, impianti idrici, elettrici, fognari e antincendio”, nonché i lavori di “prevenzione per l’erosione superficiale e il drenaggio”, come si evince dalla pagine web di una delle due società componenti il Consorzio MUOS, la LAGECO (Lavori Generali Costruzioni) di Catania.


A dar manforte a La Russa è sceso in campo il vice capo Ufficio Stampa della base di Sigonella, Alberto Lunetta. “A Niscemi – ha dichiarato - sono stai eseguiti, congiuntamente dalle autorità italiane e statunitensi, dei sopralluoghi tecnici che hanno stabilito che l’istallazione del MUOS non pone nessun rischio alle popolazioni della zona né tanto meno con nessuno dei 2.409 sistemi di telecomunicazioni locali posti nel raggio di 75 chilometri ”.


Peccato che alla non pericolosità delle antenne satelliti ed alla validità dei “sopralluoghi” dei militari USA e italiani non ci creda nemmeno il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, politico “autonomista” che negli anni trascorsi alla guida della provincia di Catania non ha mancato di fornire tutti gli appoggi istituzionali e finanziari alle migliaia di cittadini statunitensi di Sigonella. In una lettera aperta inviata al governo Berlusconi, Lombardo, manifestando il suo “No” al MUOS, ha denunciato che l’attività di monitoraggio dell’ARPA a Niscemi “viene limitata fortemente, o forse anche vanificata” a seguito “del diniego opposto dalle autorità militari e dal responsabile tecnico, a fornire le minime informazioni relative agli impianti trasmittenti già operanti dichiarando di “non essere in loro possesso e comunque secretate dall’attività militare”.


Lo “specifico studio di impatto ambientale” effettuato dalla Marina USA che attesterebbe la massima sicurezza del sistema satellitare, è stato minuziosamente analizzato dall’ingegnere ambientale Gianfranco Di Pietro, consigliere comunale del Pd di Niscemi. “Recentemente sono state presentate agli uffici tecnici comunali delle relazioni sull’incidenza ambientale del progetto, ma il progetto vero e proprio ancora non è stato depositato”, dichiara Di Pietro. “Sappiamo però che vogliono realizzare un complesso strutturale che cementificherà circa 2.509 mq tra strade e strutture, ma il campo base specifico del MUOS ha una superficie di circa mezzo ettaro. I trasmettitori in totale sono 5: tre a Sistema Obbiettivo ad Utente Mobile (MUOS) e 2 a sistema elicoidale UHF da installare presso il sito NTRF di Niscemi”.


“Nel sito in questione – aggiunge il professionista - esistono già oltre 40 trasmettitori a sistema elicoidale UHF di varia grandezza e potenza. I timori principali vanno per i trasmettitori MUOS, in quanto generano un campo elettromagnetico potentissimo rispetto a quelli a sistema elicoidale. Essi funzionano similmente alle main tracking stations utilizzate in campo civile per calcolare in tempo reale la posizione dei satelliti GPS. Il MUOS non è altro che un’immensa antenna parabolica basculante con un diametro di circa 20 metri e posta su una struttura portante alta 15 metri . L’escursione dell’asse della parabola prevista nel progetto MUOS è di 146° in totale e cioè il puntamento più basso sarà con un angolazione di 17° dall’orizzontale. La perplessità maggiore sta nel fatto che l’analisi effettuata non è per niente completa, né rassicurante. Non si evince se è stata fatta un’analisi con modelli digitali di elevazione del territorio per vedere se tali puntamenti possono interferire con abitazioni e/o luoghi frequentati dal pubblico. A memoria visiva non è difficile intuire che in una vallata come è la contrada Ulmo di Niscemi, 17° sono pochi per non interferire con altri elementi antropici o naturali, e per poter comunicare in perfetta intervisibilità con i satelliti orbitanti”.


Secondo l’ingegnere Di Pietro, nel malaugurato caso di un puntamento errato, il fascio di una sola delle tre antenne potrebbe causare “danni devastanti” a persone o animali “anche per esposizioni di soli 6 minuti”. Con l’aggravante che lo “Studio di Incidenza Ambientale” della Marina USA non avrebbe affrontato minimante i possibili effetti sulla salute delle popolazioni delle esposizioni a lungo termine ai campi elettromagnetici del MUOS.


C’è poi un passaggio dello “studio” che la dice lunga sul cinismo e l’inaffidabilità delle forze armate USA (e nazionali), che vale la pena riportare integralmente: “Le apparecchiature elettroniche mediche, come ad esempio pacemaker cardiaci, defibrillatori, apparecchi acustici, sedie a rotelle e attrezzature ospedaliere, possono anch’esse essere vulnerabili alle Interferenze Elettromagnetiche (EMI). Ad ogni modo, non sono stati stabiliti standard di vulnerabilità EMI per le apparecchiature mediche. Pertanto, in quest’analisi non si è data particolare considerazione ad esse. Se un ospedale è situato vicino ad un trasmettitore di elevata potenza, o in caso di personale cui siano stati impiantati dispositivi elettromedicali quali pacemaker e defibrillatori o che utilizzi dispositivi elettromedicali esterni come ad esempio apparecchi acustici, e che sia esposto a campi di alta intensità elettromagnetica, si possono verificare fenomeni EMI...“. Cardiopatici e pazienti vari sono avvisati: meglio tenersi il più possibile alla larga dalle mega-antenne satellitari di Niscemi.


lunedì 16 marzo 2009

La rete No G8 aderisce alla mobilitazione contro il Pacchetto sicurezza

Corteo sabato 21 Marzo Catania ore 17:00 Piazza Umberto

No al “Pacchetto Sicurezza” Stop Razzismo ! Catania Città Aperta Già a partire dal nome che gli è stato dato, il governo vorrebbe far credere che il ddl 733 (pacchetto sicurezza), come molte altre norme varate, colpisca i delinquenti o i cosiddetti “clandestini”, ormai assimilati ai criminali. Invece questo disegno di legge mira a trasformare in “nemici” 4 milioni di migranti che vivono in Italia da anni, che pagano le tasse e lavorano in condizioni spesso durissime. I lavoratori migranti stanno pagando per primi le conseguenze della grave crisi economica, rischiando di perdere il permesso di soggiorno, legato indissolubilmente al contratto di lavoro dalla legge Bossi-Fini, e di non poter più pagare affitti e mutui, perdendo così il diritto alla casa, come sta già accadendo a migliaia di famiglie italiane. Una volta costretti alla clandestinità possono finire nei centri di detenzione e identificazione, col pericolo di essere espulsi. Se il Pacchetto sarà approvato chi è senza permesso di soggiorno non potrà più andare al Pronto Soccorso per l’abolizione del divieto di segnalazione alla questura, riconoscere figli e figlie, sposarsi e inviare soldi a casa. Il Ddl introduce inoltre la detenzione nei CIE (ex CPT) per 6 mesi, la tassa da 80 a 200 euro su richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno, controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza, il reato d’ingresso illegale nello stato. In numerose città è cresciuta negli ultimi mesi la mobilitazione dei migranti e del movimento antirazzista per contrastare la diffusione dell’odio razziale e la barbarie delle ronde paramilitari. Mentre si tagliano le spese sociali, il governo dei padroni finanzia le banche in difficoltà e dilapida ingenti risorse pubbliche per militarizzare i nostri territori, le nostre coste e le nostre vite, per attizzare fratricide guerre fra poveri e per distruggere i diritti dei migranti e di tutti noi. Anche a Catania i migranti sono stati protagonisti di mobilitazioni per i loro diritti; ciò nonostante i permessi di soggiorno continuano ad arrivare già scaduti ed a volte ben oltre il termine di 60 giorni previsto per un rinnovo. Riteniamo paradossale che si parli di sicurezza in questi termini, criminalizzando i migranti, in una città come la nostra dove ogni giorno sperimentiamo l’insicurezza per la mancanza di lavoro, di servizi sociali, di luoghi di aggregazione, per il degrado dei nostri quartieri (strade al buio e dissestate, cumuli di spazzatura...) Contro il Pacchetto sicurezza e il modello di società che propone Per l’abolizione immediata della legge Bossi-Fini Per la regolarizzazione di tutte e tutti Contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, dispositivo di controllo che imprigiona le persone migranti e rende precaria la vita di tutte e tutti. Contro la criminalizzazione di chi fugge da guerre e persecuzioni Per la validità del permesso di soggiorno a partire dalla data del rilascio e non della richiesta


Venerdì 20 dalle ore 17,30 in piazza Stesicoro banchetti informativi ed animazione Sabato 21 marzo ore 17 Manifestazione partenza da Piazza Vittorio Emanuele (Umberto)

A seguire Serata Internazionalista al Csa Auro in Solidarietà con il popolo kurdo per il Newroz (Capodanno) Musiche, suoni, voci, video, cibi multietnici....

Arci, Chiesa Battista e Valdese, Cobas, Giovani Comunisti, PRC, Rete antirazzista....

martedì 24 febbraio 2009

Nasce la rete catanese contro il G8

Appello per la costruzione degli appuntamenti di lotta siciliani verso il G8 della Maddalena

Il 2009 sarà l'anno del vertice G8 in Italia. Ancora una volta gli autoproclamatisi “8 grandi” della terra verranno a pianificare in modo autoritario e arrogante il destino di 6 miliardi di uomini e donne che popolano il nostro pianeta. Otto anni dopo la repressione di Genova gli otto paesi più industrializzati del pianeta verranno a ribadire che il neoliberismo è l'unico sistema possibile, in un mondo dove la stessa crisi provocata dal capitalismo sta generando privatizzazioni, licenziamenti di massa, lo smantellamento dello stato sociale, guerre e devastazioni ambientali. Otto anni dopo gli 8 grandi devono trovare ad attenderli, con la stessa determinazione di sempre, i movimenti contro il neoliberismo e la guerra che in questi anni hanno riempito le piazze di tutto il mondo, che anche qui da noi in Sicilia hanno avuto un ruolo così importante nel costruire la solidarietà ai migranti, come nel difendere i territori, come nel sostenere l'Antimafia Sociale. Come catanesi parteciperemo alla costruzione dei percorsi di conflitto che ci porteranno alla costruzione del controvertice del G8 alla Maddalena. Riteniamo indispensabile costruire gli appuntamenti che in tutta Italia precederanno il vertice della Maddalena partendo dalla nostra Sicilia. l'appuntamento a cui i movimenti siciliani non potranno mancare è senza dubbio: il G8 Ambiente a Siracusa dal 22/24 Aprile. Questo appuntamento, a nostro avviso, rappresenta la tappa fondamentale per il percorso di “lotte” che ci porterà al controvertice di Luglio della Maddalena. Consideriamo paradossale e provocatorio che il G8 ambiente si tenga in una località simbolo delle distruzioni del neoliberismo . Siracusa, che ospiterà il vertice sull'ambiente, rappresenta il simbolo dello scempio ambientale causato da decenni di sfruttamento del territorio in nome del “profitto” e dello “sviluppo” a tutti i costi ad esclusivo vantaggio dei politicanti locali, così ben rappresentati in parlamento ed al governo, e del sistema di potere mafioso. Noi non vogliamo e non accettiamo di vedere la Sicilia come terra di inceneritori, rigassificatori,di privatizzazione di beni comuni come l’acqua , di basi militari come Sigonella, che sfruttano risorse pubbliche e rappresentano strumenti di terrore, delle trivellazioni petrolifere in una valle patrimonio dell’umanità, del Ponte di Messina e dell'annunciata centrale nucleare del Ministro Prestigiacomo. Altro appuntamento importantissimo per noi siciliani sarà il vertoice sull'immigrazione che si terra a Roma a Maggio. Noi non vogliamo e non accettiamo che Lampedusa e la Sicilia tutta venga usata come terra di confine e come fortezza inespugnabile per il libero fluire dei migranti. Siamo la porta chiusa dell'Europa del capitale e luogo di infinite tragedie per chi cerca una nuova vita più dignitosa e trova la morte in mare o la reclusione in una delle sempre più numerose galere etniche dell'isola(Cpa,Cara, ex Cpt). Noi non possiamo e non vogliamo accettare tutto questo. Non basta indignarsi, dobbiamo fin da subito fare appello a tutte le associazioni, i comitati, i collettivi, i centri popolari e sociali, le organizzazioni sindacali , politiche e a tutti coloro che continuano ostinatamente a battersi per un mondo diverso, affinché si costruisca un movimento ampio di dissenso e di lotta contro chi, in nome di una “crisi” globalizzata, vuole determinare le nostre vite e i destini delle nostre comunità militarizzando i nostri territori e precarizzando sempre di più le nostre condizioni di lavoro e di vita. Come rete catanese contro il G8 proponiamo che fin da subito si costruisca una agenda politica che detti i tempi e gli appuntamenti e un coordinamento di tutte le forze siciliane che intendano costruire le mobilitazioni contro il G8, partendo dai due importantissimi appuntamenti di Siracusa e Lampedusa. Ancora una volta pensiamo i conflitti sociali siano l'unica via d'uscita dalla crisi e continuiamo la nostra lotta al sistema di sfruttamento e alle istituzioni nazionali e sovranazionali che lo rappresentano in questo mondo.

Rete catanese contro il G8:

Officina Rebelde - Giovani Comunisti/e Catania- Cobas- Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella- Pcl Catania- Prc Catania- Piattaforma Comunista- Circolo Prc Misterbianco – Rete antirazzista catanese - Federazione anarchica siciliana - Arci Ct - Pdci Ct - Fgci Ct - Cso Auro - Villaggio Maori edizioni - Ass. Magma Caltagirone - Liberia sociale Magiacarte - Centro Open mind Glbt - La città felice -

Nuovo potenziamento Sigonella e costruzione Muos a Niscemi

Mentre le finanziarie si succedono tagliando sempre più le spese sociali (scuola, sanità…), si dilapidano ingenti risorse pubbliche per potenziare le spese militari in scellerate politiche di guerra e costruire micidiali siti di morte nei nostri territori.


--- La base di Sigonella ospiterà il sistema di sorveglianza terreste AGS (per la cui installazione il governo dovrà sborsare 150 milioni di euro entro il 2010) e 10 micidiali Global Hawks, aerei senza pilota.Tutto ciò comporterà l’arrivo nei prossimi mesi di 800 militari Nato, con rispettive famiglie, con conseguenti cementificazioni di fertili terreni agricoli, mentre vincoli ambientali ed archeologici vengono eliminati nei paesi limitrofi per meglio servire le esigenze strategiche degli Usa. La base di Sigonella con i nuovi piani di potenziamento, determina la costruzione di strade e ponti per i mezzi militari,è causa di enorme spreco di risorse idriche interamente prelevate dai pozzi esistenti nei territori limitrofi; inoltre con le servitù militari, blocca lo sviluppo del trasporto aeroportuale in tutta la Sicilia orientale e di conseguenza l’incremento occupazionale e turistico, che invece si otterrebbe da una riconversione della base militare in aeroporto civile internazionale.


---A Niscemi in contrada Ulmo, all’interno della riserva naturale “Sughereta” (dove dal ’91 è stata costruita una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della marina Usa) è in costruzione il sistema planetario di comunicazioni satellitari MUOS. Le autorità militari statunitensi hanno iniziato da un anno i lavori per ospitare tre grandi antenne radar circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, e realizzare una centrale di comando, depositi carburanti e strade di collegamento per un valore complessivo superiore ai 43 milioni di dollari Questo micidiale sistema è basato su onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e l’estrema vicinanza al centro abitato avrebbe dovuto destare maggiori preoccupazioni fra gli amministratori locali prima d’assecondare le priorità militari a scapito della verifica d’impatto ambientale e della minaccia alla salute dei concittadini